domenica 22 febbraio 2015

perdere il lavoro volontariamente nel 2015

Come si legge manco troppo sibillinamente dal titolo sto per dire che... no, ci arrivo per gradi ché poi si pensa che sono un imbecille e basta. Oh, magari lo sono lo stesso ma almeno chiariamo, poi non è che cambi granché visto che è una mia scelta e basta.
Intanto diciamo che grazie ad un amico ho avuto quella che sembrava una botta di culo clamorosa o l'inizio di una bella favola: l'amico fa il mio nome ad una sconosciuta azienda del territorio romano, sconosciuta in generale ma nell'ambiente abbastanza importante. Mi offrono un contratto degno di questo nome, uno stipendio commisurato al mio titolo di studio, un ufficio e l'uso della macchina aziendale per andare in cantiere o dai clienti. Sulla carta sembra tutto molto bello vero? Eh... ma...
Intanto cominciamo a dire che non ho mai nascosto nulla al titolare: fin dal primo momento ho detto che non avevo esperienza quindi dovevo iniziare da zero, quindi per il ruolo che dovevo ricoprire dovevo avere una seppur minima formazione. Mi ha detto che me l'avrebbero fatta anche lavorando con gli operai (un dottore in ingegneria che impara il lavoro dagli operai? vabbè, si può fare...). Pochi giorni dopo ho scoperto che l'ambiente era durissimo e l'istruzione che mi avevano promesso non è mai iniziata se non per vie traverse e dalle colleghe (sacrificando il loro tempo) che sono state sempre molto professionali ed umane con me.
Dopo molti mesi di impegno e non nascondo, anche di bei pianti, anche davanti alle sempre presenti colleghe (e non immaginate che imbarazzo anche perché non potevo eclissarmi dall'ufficio due ore per sfogarmi). Dopo mesi di straordinari non pagati, di sabati in ufficio senza nessun recupero nei giorni successivi e soprattutto di urla, insulti, veleni sputati sul sottoscritto per errori di "gioventù" o addirittura perché ero ignorante su cose che secondo loro avrei dovuto sapere (il ché è abbastanza ovvio: quale dottore in ingegneria elettrica non ha fatto esami su sezioni dei muri, rilievi planimetrici e altre cose che sembrano sinistramente di architettura?). Queste ultime sempre con frasi che ho sempre reputato abbastanza umilianti (ok ok, pure vero che io sono permaloso ma sentirsi dire "manco le basi conosci ", come frase più civile, su come si fa un rilievo.....). Dopo mesi in cui ero arrivato ad angosciami già solo aprendo gli occhi la mattina al solo pensiero di dovermi recare in quell'ufficio e dover avere a che fare con quelle persone e addirittura sperare di avere un incidente per non doverci andare ho preso una decisione che ritengo coraggiosa. Ho dato le dimissioni. Cosa che è state presa con sorpresa dal capo (che non ha perso occasione per dirmi che sono un perdente, non farò mai strada nella vita, ecc ecc per poi parlare per i restanti 40 minuti di sé) e dalle colleghe che alternano momenti di "rabbia" nei miei confronti per la mia dipartita con momenti di profondo dispiacere.
In generale questa esperienza è stata importante: ho imparato diverse cose e soprattutto ne ho capite diverse su me stesso. Ho capito soprattutto di essere una brava persona perché vedere la caparbietà con cui le colleghe cercano soluzioni alternative per farmi rimanere mi fa capire che non sono affatto da buttare via ma anzi, posso fare la differenza. Certo, non mi illudo ché la strada è ancora lunga ed irta di ostacoli (ma arriveremo anche a questo) ma incredibilmente dopo anni di terapia volti anche a cercare di farmi superare il "muro" della laurea oltre il quale non vedevo nulla, stavolta non ho paura e anzi ho quasi fiducia (eh, beata incoscienza...)!!!
Ma veramente me ne vado per così poco? Sì perché quel poco non lo è manco per niente; perché quando arrivi a non poter soffrire il capo, a praticamente bloccarti quando devi lavorare con lui ( e ci devo lavorare tanto), a fare una faccia

così
quando fa le battute per cui lui sghignazza, e soprattutto a tornare rilassato (e fare un sacco di cose (lavorativamente parlando) quando lui è assente ma soprattutto a voler letteralmente rovesciare la scrivania su cui lavori quando ti riprende ingiustamente (vedi sopra alla voce "cose che ignori ma secondo lui devi sapere a prescindere) e sempre con quel tono di chi sopporta una stupido e gli sta facendo un favore, allora è meglio che me ne vada io prima che veramente quel povero tavolo si ritrovi sottosopra (anche perché ultimamente sto facendo palestra e l'eventualità non è così remota) e mi ritrovo a dover giustificare le dimissioni con gli operai che mi chiedono il perché e io che rispondo che: "ho constatato che non ho i requisiti necessari per poter continuare a lavorare in questa azienda " che è il modo ufficiale di dire che visto che non ce la faccio più; anche perché il termine che meglio riassume il mio stato lavorativo è "vessato".
 
Sono sicuro che se il blog avesse un buon successo sarebbe pieno di testimonianze nei commenti di persone che di vessazioni ne subiscono a bizzeffe ogni giorno ma non se ne vanno mica. Beh io ho una differenza rispetto a loro: non ho famiglia/ ragazza/ mutuo/ affitto da pagare quindi (al momento) posso prendere questa decisione che tanto kamikaze non è perché di cose da fare ne ho eccome. Per citarne alcune? Beh intanto fare l'esame di stato che mica sono ancora ingegnere e quello mi renderà un perenne impiegato, almeno qui in Italia. E visto che ci sono stato tanti e tanti anni su sta cavolo di laurea che mi ha portato via altrettanti anni direi che è ora di compiere il passo finale. Poi? Beh direi poi studiare bene le lingue ( sì lingue: inglese e francese anche perché mi è sempre piaciuto e inoltre ho scoperto di avere discendenze gianfransuà (cit.) che spiegherebbero la mia spocchia e l'amore per la critica inutile anche perché senza lingue stranire non si va all'estero, figurarsi lavorare in aziende serie in Italia). Senza contare poi tutti gli approfondimenti che potrei fare su quello che ho già imparato e che imparerò facendo le collaborazioni che già sto chiedendo. tutte cose che chi mi critica potrebbe dirmi di fare nel tempo libero del lavoro che praticamente non c'è e se permettete visto quanto mi stressa preferirei fare qualcosa di rilassante nelle poche ore libere. Senza contare che anche in casa la situazione non è idilliaca quindi ci sono tutti i presupposti per un bel "cane che si morde la coda", situazione che purtroppo conosco più che bene.

Insomma per la prima volta in vita mia voglio investire su me stesso e sulla mia vita che sì, c'ho 38 anni ma sto capendo una cosa: la mia vita è diversa.




 Diversa perché ho fatto una strada differente da molti altri, una strada forse più difficile ma a quanto pare necessaria. Se poi dovrò girare tanto per poi tornare al punto di partenza come Siddharta non lo so ma a quanto pare l'unica è sperimentare, provare e vivere.
Poi vedremo che accadrà ché poi sta crisi non durerà per sempre.

Ah, nel caso qualcuno volesse mandare Cv alla mia (ex) azienda lasci perdere: hanno già trovato la vittima il mio sostituto.

2 commenti:

Santo ha detto...

Io credo che hai fatto bene a cambiare il tuo futuro
Per un pò investi il giusto tempo in questo esame di stato, mettiti sotto bene con l'inglese e guarda oltre
Anche oltrefrontiera. Oltre le Alpi, a meno che non trovi un capo italiota, nessuno si comporta da capo assoluto.

Provaci.
IBAL

Santo

Andrea Blubbo ha detto...

Grazie Santo.
Per me è un momento molto particolare in cui mi sento molto fragile per varie ragioni. Quindi quando prendo una decisione a distanza di tempo se non ho l'opportunità di metterla in atto mi lascia pieno di dubbi ed insicurezze. Immagina quindi come sto per una cosa che si svolgerà tra alcuni mesi e senza certezze.
Quindi ti ringrazio del tuo appoggio :)